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I tuoi utenti non hanno convertito? Riconquistali con il retargeting!

Le statistiche mostrano che solo il 3% degli utenti che iniziano un processo d’acquisto online alla fine convertono davvero. Allora, in che modo le attività di digital marketing possono offrire un vantaggio concreto per il raggiungimento degli obiettivi aziendali?

Ma certo, grazie al retargeting advertising: con questa strategia di digital marketing sarà infatti possibile far salire la percentuale a un buon 70% di utenti molto più propensi ad acquistare, aumentando di conseguenza e in modo significativo i ritorni sugli investimenti iniziali (ROI).

In questo articolo scopriremo in cosa consistono e come implementare delle efficaci campagne di retargeting, distinguendo tra retargeting e remarketing e scegliendo il canale più adatto per il raggiungimento dei risultati desiderati.

IN COSA CONSISTONO LE CAMPAGNE DI RETARGETING?

Le campagne di retargeting rappresentano uno strumento potentissimo perché, grazie a una serie di annunci ripetuti nel tempo, permettono di risvegliare l’attenzione e rafforzare il ricordo del proprio pubblico, invitandolo a tornare su un sito o su una landing page per compiere un’azione di conversione.

Questo è possibile tramite l’utilizzo di Cookie e Pixel di tracciamento, i quali permettono di individuare l’identità degli utenti e di tenere traccia del loro percorso di acquisto, così da poterli rintracciare con creatività strutturate e nei momenti migliori per ottenere una conversione. È importante, tuttavia, specificare che le attività di tracciamento che si basano sull’utilizzo dei cookie non sono prive di difficoltà e complicazioni: la futura tendenza, infatti, e in realtà estremamente prossima, vede l’implementazione di campagne cookieless insieme alla raccolta del dato di prima parte.

In questo senso, le campagne di retargeting sfruttano le tecniche del behavioral targeting, mostrando quindi specifici contenuti a un pubblico identificato potenziale sulla base di una serie di comportamenti abituali: è possibile, infatti, puntare su un pubblico che ha già mostrato interesse in passato verso un’offerta, oppure ancora su un pubblico che ha già visto un annuncio o che è già atterrato su un sito.

ECCO 3 STRATEGIE PER FARE UNA CAMPAGNA DI RETARGETING

Se comprendere i vantaggi e le logiche delle attività di retargeting advertising può essere abbastanza semplice, non è invece così scontato attivare una campagna efficace e di successo. Per ottenere infatti i risultati desiderati è importantissimo conoscere il proprio pubblico, le sue abitudini di acquisto e la sua posizione in quel lungo viaggio verso l’acquisto che è il Digital Marketing Funnel.

Scopriamo quindi subito alcune strategie e campagne di retargeting, che possono essere più o meno efficaci a seconda delle abitudini e della “maturità” del nostro pubblico:

  1. Una prima strategia è quella del Retargeting Sequenziale, la quale permette di raggruppare il proprio pubblico in diversi cluster dalle abitudini omogenee. Si tratta di una tecnica molto valida quando ci si trova di fronte a percorsi d’acquisto molto complessi, proprio perché permette di semplificare e segmentare il pubblico per permanenza su una determinata pagina, per pagina o landing page di atterraggio, piuttosto ancora che per materiale scaricato o vecchio annuncio visualizzato. In questo modo è possibile rintracciare gli utenti persi in specifiche fasi del Marketing Funnel, attirando la loro attenzione e riportandoli al punto in cui si erano fermati per proseguire fino all’acquisto. Un esempio in questo caso potrebbe riguardare un’attività di Marketing Automation, che vede l’invio di una e-mail strutturata a tutti quegli utenti che hanno compiuto un’azione specifica, come aggiungere un prodotto al carrello senza completare l’acquisto.
  1. Una seconda strategia è quella del Retargeting Temporale, con cui è possibile inviare un annuncio a quel pubblico che ha interagito con una pagina del sito o con una landing page in un determinato periodo di tempo. Si tratta quindi di una strategia che non prende in considerazioni i comportamenti e le abitudini degli utenti ma che cerca di attirare la loro attenzione in un periodo di tempo utile a stimolare ricordo e attenzione. Prendendo ad esempio in considerazione le campagne di Google ADS, potrebbe essere interessante mostrare un annuncio a tutti quegli utenti che hanno visitato il sito negli ultimi tot. giorni e che elenca interessanti benefici e vantaggi di un’offerta, piuttosto che presentare uno sconto su un prodotto o servizio. Ovviamente possono essere anche utilizzati diversi annunci in una sequenza temporale ben definita, per mantenere sempre più attiva l’attenzione.
  1. Una terza ed efficace strategia è quella di Up Selling o di Retargeting Down/Cross-Sell. Si tratta di tre tecniche di retargeting che puntano proprio sulla possibilità che, dopo aver effettuato un primo acquisto, un utente sia probabilmente interessato a compierne un secondo. Nello specifico, con Up Selling si intende l’acquisto di un prodotto dal valore aggiunto o di quantità maggiore rispetto al primo considerato, mentre con Down o Cross Sell si intende, rispettivamente, l’acquisto di un prodotto dal costo o valore inferiore (utile alla fidelizzazione oppure di un secondo prodotto utile e necessario all’utilizzo del prodotto acquistato originariamente.

QUALI CANALI DIGITALI SCEGLIERE?

Come avrai potuto già leggermente intuire, le attività di retargeting advertising possono essere svolte tramite tanti diversi canali digitali: le campagne di retargeting possono essere infatti implementate tramite attività di Social Media Advertising, e quindi su Facebook, Instagram o LinkedIn, piuttosto che tramite attività di Marketing Automation e implementando quindi una serie di attività automatizzate e ripetitive di Email Marketing. Anche Google ADS è un canale potentissimo con cui è possibile svolgere questo tipo attività digitali, con una sola differenza: non parleremo più di campagne di retargeting, ma di remarketing!

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