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WEB e IMPRESE: editoria e turismo al top

24 Aprile 2014

Editoria, turismo e telecomunicazioni sono i settori più attivi sul web e che sfruttano al meglio le potenzialità offerte dalla rete per sviluppare il proprio business. Ritardo culturale, piccola dimensione e scetticismo negli investimenti digitali i freni del Digital Divide italiano.

In Italia i settori di attività più all’avanguardia nell’utilizzo della rete sono quelli del turismo, delle telecomunicazioni e dell’editoria. Comparti che, più di altri, si avvalgono del mondo digitale per potenziare il proprio Business e per allargare il mercato di riferimento. Le imprese di questi settori, oltre ad avere un sito internet dinamico e interattivo, vendono di più online e condividono con clienti e fornitori le informazioni per via digitale.

Sono questi i risultati di un’analisi realizzata dal Centro Studi di MM-One Group che ha stilato la classifica dei settori WEB ACTIVE partendo da 15 indicatori Istat aggiornati al 2012. Sono state analizzate le dotazioni Web delle imprese, il grado di utilizzo della rete e dell’E-Commerce, la condivisione di informazioni via elettronica sulla gestione distributiva e l’utilizzo delle applicazioni Crm.

CLASSIFICA DEI SETTORI WEB ACTIVE. Le attività editoriali, le agenzie di viaggio, le imprese che operano nelle comunicazioni e il settore dell’alloggio mostrano ottimi livelli di Web Active. Non così intensamente, ma anche il settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) basa la propria attività sull’utilizzo del Web dimostrando di avere buone performance digitali. Tutti gli altri settori sono ancora indietro nello sfruttare le potenzialità offerte dalla rete. Si tratta in particolare della produzione elettronica, dei servizi di informatica, del commercio, della produzione cinematografica e audio, solo per citarne qualcuna. Per nulla Web Active sono infine le aziende che operano nel settore del trasporto, della produzione tessile, delle costruzioni e della ristorazione, comparto ultimo in questa classifica.

DOTAZIONE WEB. Sebbene la quasi totalità delle aziende sia collegata alla rete, appena il 64,5% è dotato di un sito internet. Per l’alloggio, le attività editoriali e le agenzie di viaggio si tratta invece di oltre il 90%.

UTILIZZO DEL SITO WEB. Non tutti i servizi offerti dai siti internet dalle aziende sono ugualmente sviluppati. C’è chi permette di fare ordinazioni (69,9% nell’alloggio contro una media di appena il 10,6%), chi presenta cataloghi e listino prezzi (82% alloggio vs 32,1% totale), chi permette la tracciabilità degli ordini (35,6% alloggio vs 5,9% totale) e chi permette di fare pagamenti online (57,1% attività editoriali vs 5,5% totale).

E-COMMERCE. In Italia sono molte di più le aziende che fanno acquisti online rispetto a quelle che vendono con questa modalità (35,1% vs 6,2%). Tra le aziende che con più frequenza vendono i propri prodotti e servizi online vi sono, ancora una volta, le attività editoriali (53,6%) e i servizi di alloggio (46,7%). Ma a comprare di più online sono invece le aziende del settore ITC (71,0%) e informatiche con il 69,1%. Un’informazione importante riguarda la parte di fatturato ottenuto tramite le vendite online. Nella produzione di mezzi di trasporto questa percentuale arriva addirittura al 32,7%, seguito a ruota dalle agenzie di viaggio (24,0%) e dalle strutture ricettive (12,5%). Per gli altri settori si tratta di quote molto prossime allo 0.

“Il digital divide è una questione ancora irrisolta nel nostro Paese” afferma il Presidente di MM-One Group Mauro Cunial. “Come azienda che propone alle imprese strategie digitali per potenziare il proprio Business, non possiamo che rilevare un ritardo culturale di molti imprenditori italiani che dimostrano ancora di ignorare le potenzialità di sviluppo offerte dalle rete. Questo fattore rischia di far perdere all’Italia il treno dello sviluppo digitale. Se ci confrontiamo con i nostri partner europei il percorso da fare è ancora molto lungo, sebbene alcuni comparti, come il turismo, abbiano compreso l’importanza di essere attivi nel web. Serve quindi un cambiamento di mentalità da parte di molti imprenditori, ancora scettici rispetto ad investimenti nello sviluppo di strategie digitali, anche a causa della piccola dimensione delle aziende. Per mantenere in vita le tante eccellenze italiane e la professionalità di moltissimi nostri imprenditori occorre stimolare in loro una vera e propria metamorfosi culturale che li faccia uscire dall’individualismo, per adottare una strategia che permetta loro di promuoversi nel mondo digitale. L’aggregazione e la condivisione di obiettivi digitali tra queste piccole realtà consentirebbe loro di trovare lo stimolo e le risorse necessarie per competere con le realtà più grandi che, grazie alle maggiori disponibilità economiche e ad una forma mentis più globalizzata, già sfruttano con successo il web per i propri obiettivi aziendali.”

 

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