In una strategia di Digital Inbound Marketing i tasselli Digital da porre in sinergia per ottenere i risultati migliori sono molteplici. Tra quelli irrinunciabili, la SEA occupa senza dubbio un ruolo primario, date le grandi potenzialità che riesce ad esprimere.

 

Ma andiamo per gradi: di cosa stiamo parlando, esattamente, quando facciamo riferimento alla SEA?

 

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L’acronimo SEA sta per Search Engine Advertising, ma questa branca del Digital è nota anche con altri nomi. Può essere infatti chiamata Keyword Advertising, con un focus sulle parole chiave, vero punto di partenza di una strategia pubblicitaria efficace, o Pay per click, anche attraverso l’acronimo PPC, impiegato specialmente in ambiente di modello anglosassone.

 

Comunque la si voglia chiamare, l’attività della SEA gioca un ruolo molto importante all’interno di una pianificazione di Digital Inbound Marketing, con un ruolo attivo che può quasi considerarsi complementare a quello svolto dalla SEO, o Search Engine Optimization. Se quest’ultimo strumento Digital ha infatti per obiettivo il miglioramento del posizionamento di un sito all’interno dei risultati organici di ricerca, la Search Engine Advertising si concentra sulla visibilità a pagamento, concretizzata in annunci e immagini pubblicitarie che si collocano sopra, sotto o a lato della lista dei risultati organici.

 

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A seconda del settore specifico di un Brand, del suo target, dei suoi obiettivi di Business, e della sua capacità di investimento è quindi possibile procedere con lo sviluppo di un’attività SEA cucita su misura, ma è indubbio che quest’attività di sponsorizzazione all’interno dei motori di ricerca sia, in linea generale, uno degli strumenti del Digital Inbound Marketing che più dà riscontri positivi nel breve, nel medio e anche nel lungo termine.

 

Entriamo però nel vivo della questione, e affrontiamo una domanda a questo punto essenziale:


Cos’è una strategia SEA e come funziona?

 

Quando si parla di SEA - lo abbiamo sottolineato anche nel Title di questo approfondimento - la visione Strategica è davvero fondamentale.

 

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La SEA offre infatti ad un Brand la possibilità di pubblicare annunci relativi al proprio sito sui motori di ricerca, all’interno dei quali i potenziali clienti, precedentemente targettizzati con precisione dagli specialisti SEA, cercano in maniera mirata prodotti e informazioni: il fine ultimo non è altro che quello di generare traffico di qualità, attirando Customer ben disposti verso il brand e la sua offerta nel luogo desiderato.

 

Le diverse procedure che stanno a monte di questo obiettivo fanno riferimento alla segmentazione dell’utenza, alle parole chiave più incisive, alla realizzazione delle creatività pubblicitarie e alla definizione di budget, parametri operativi e KPI, e trovano supporto in specifiche piattaforme collegate allo specifico motore di ricerca.

 

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Come accennato precedentemente, il motore più diffuso in assoluto è quello di Google, e di conseguenza anche il tool di riferimento, chiamato Google Ads, risulta la piattaforma maggiormente utilizzata. Va comunque sottolineato che anche Microsoft Ads, l’analogo strumento dedicato a Bing, ovvero il motore di ricerca di Microsoft, ha un suo mercato d’interesse, sebbene molto più ridotto rispetto a quello relativo a Google Ads, almeno qui in Italia.

 

A questo punto è il caso di soffermarsi su quelli che sono i vantaggi effettivi di una campagna SEA ben condotta!


Benefici concreti: ecco perché adottare una strategia di Search Engine Advertising?

 

Un’attività SEA ben condotta porta molteplici benefici sotto diversi punti di vista. I Brand si affidano infatti agli specialisti della SEA per raggiungere mirati obiettivi di valorizzazione del Business:

 

  • Aumentare il traffico: l’obiettivo principale della SEA è quello di indirizzare flussi di visitatori verso il sito web di un determinato marchio: questa caratteristica la rende quindi lo strumento ideale per creare una significativa fonte di traffico verso nuovi portali o nuove pagine. È molto importante che un sito web sia al centro di un’opera di ottimizzazione organica del posizionamento, questo è certo, ma lo è altrettanto dedicare la dovuta attenzione alle “iniezioni” mirate di traffico provenienti dagli annunci a pagamento.
  • Promuovere la notorietà del marchio: la SEA è un efficiente strumento di marketing per aumentare la visibilità di un Brand nell’ambito di pertinenza. Gli obiettivi di una campagna SEA comprendono anche quello di presidiare il traffico in base a determinate parole chiave, individuate in riferimento alle proprie aree di prodotti o servizi, attraverso annunci pubblicitari. Lo sviluppo di un’estesa e consolidata Awareness è un effetto dei processi SEA che, davvero, è in grado di portare benefici tanto nel breve quando nel medio e nel lungo termine.
  • Generare la più sicura delle conversioni: un aspetto che merita senz’altro di essere sottolineato riguardo le attività SEA è che il pagamento scatta soltanto quando il “click” sul determinato annuncio viene effettuato: una sorta di empirica conferma del fatto che la strategia abbia riscosso successo, invogliando all’acquisto potenziali clienti (Leads) e agevolando la vendita di prodotti e servizi. Strumenti di marketing come Google Ads permettono pertanto ai gestori di siti web di capire quando un annuncio sul motore di ricerca porti a una conversione, cioè quando una persona interessata diventa un cliente.

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La proposta SEA di MM ONE Group: come sviluppiamo una strategia di Advertising



Anche a livello di sviluppo di una strategia SEA, l’approccio di MM ONE Group abbraccia pienamente i principi del Digital Inbound Marketing, mettendo al centro di ogni strategia il cliente e le sue specifiche esigenze. Anzi, lo fa letteralmente, sin dalla primissima fase: non c’è infatti altro modo di gettare solide basi di un’attività SEA se non quello di un articolato e approfondito confronto conoscitivo con il referente del Brand intorno a cui impostare le campagne.

Durante questo dialogo aperto e concreto i punti da sviluppare riguardano essenzialmente quattro elementi chiave:

  • Core business ed eventuali linee produttive collaterali
  • Target di riferimento
  • Obiettivi che si intendono raggiungere
  • Budget che si può dedicare al raggiungimento degli obiettivi individuati

A seguito di questo franco colloquio con il referente del Brand è possibile quindi impostare le campagne SEA vere e proprie, di volta in volta finalizzate a specifici traguardi (o gruppi di traguardi) quali Incremento delle vendite, Generazione di Lead, Aumento del traffico al sito web, Rafforzamento dell’Awareness e della Consideration del Brand, Allargamento della visibilità e della copertura del marchio, Promozione di particolari linee, prodotti, servizi, eventi, app ecc.

 

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Un’attività SEA ben strutturata mette a sistema un ampio numero di fattori, ma i passaggi fondamentali di questo importante strumento Digital si possono suddividere in quattro macroaree:

  • Individuazione del canale di comunicazione (Ricerca testuale, Display, Shopping, Video, Universale per App), Definizione del Target, sulla base della Ricerca di parole chiave, di Caratteristiche demografiche, di Interessi verso determinati prodotti o servizi, di Precedente interazione con il Brand (Remarketing), e Impostazione della strategia.
  • Definizione di obiettivi concreti, di validi KPI (ovvero Key Perfomance Indicator, in italiano Indicatore Chiave di Prestazione, dei parametri misurabili che indicano l’andamento di un determinato processo aziendale) e del Budget a disposizione.

  • Creazione degli Annunci e delle Landing Page, sulla base di precisi criteri di attrazione visiva, di efficacia di Title e Tagline, di chiarezza dei benefici e dei vantaggi derivanti dall’offerta del Brand, di immediatezza degli elementi grafici, di incisività della Call To Action, di Usabilità di eventuali form contatto o d’acquisto, di Valorizzazione visuale e testuale delle leve emotive per entrare in sintonia con l’utente.

  • Monitoraggio costante delle campagne e dei KPI, ottimizzazione di annunci, copy, landing e campagne CPL (ovvero Cost per Lead), CPA (Cost per Action), CPM (Cost per Impressions, relative al pagamento per mille visualizzazioni della campagna, anche dette CPT, ovverosia Cost per Thousand), CPC (Cost per Click) o CPS (Cost per Sale), controllo del ROI (Return of Investiment) e puntuale reportistica periodica diretta al referente del Brand.

Questa, per noi di MM ONE Group, è la scaletta per tappe più efficace e diretta per raggiungere con successo la meta e valorizzare il Business di un determinato Brand. Ma un riferimento concreto è sempre utile per andare più a fondo nelle questioni, soprattutto se complesse e ricche di sfaccettature: ecco allora qualche Caso Studio direttamente estrapolato dal nostro Portfolio clienti.

 

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Gli annunci hanno una probabilità 3 volte maggiore di essere cliccati da utenti reindirizzati rispetto ad utenti che li vedono per la prima volta.

Il marketing online e le statistiche più recenti sugli annunci di retargeting indicano che il retargeting ha tre obiettivi principali: nel 56% dei casi è finalizzato all'acquisizione di clienti; nel 42% anche alla Brand Awareness; infine, solo nell’11% al particolare scopo di “rubare” clienti ad un competitor. (InvespCRO)


Targeting e Remarketing

 

La selezione dei clienti in target passa immancabilmente attraverso la definizione di appositi modelli di Buyer personas: è senz’altro il modo che troviamo più efficace e funzionale per creare esperienze digitali che appaghino realmente gli utenti, grazie ad annunci rilevanti per i loro interessi e risolutivi per le loro ricerche.

Il sistema Ads è implementato per apprendere gusti e interessi degli utenti in base ai movimenti di chi ha già convertito, al fine di riproporre un’analoga esperienza ad altri potenziali clienti con le medesime caratteristiche ed identificati da Google.

Inoltre, grazie ai riferimenti del comportamento dei visitatori all’interno del sito, vv, e riproporle con AD pubblicitari di remarketing in momenti successivi alla visita e su siti diversi.

 

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Retargeting Statistics

  • La Brand Awareness è la ragione per cui il 70% dei marketer decide di attivare misure di Retargeting.
  • Il Retargeting riduce l'abbandono del carrello del 6,5%.
  • Il 68% delle agenzie di marketing ora dispone di budget specificamente dedicato al remarketing.
  • Il 17,5% delle app che eseguono attività di Retargeting registra un tasso di conversione del 25%.
  • Il retargeting batte tutte le altre strategie di posizionamento degli annunci, maturando un efficiency rate del 1.046%.
  • L'appeal di un prodotto è il motivo principale per cui il 37% dei clienti fa clic su un annuncio di retargeting.
  • Il 67% dei retarget utilizza Facebook Exchange per la pubblicità online.
  • Gli annunci di retargeting di LinkedIn possono aumentare il CTR del 30%
lead generation

Tre potenziali customer online su cinque riconoscono gli annunci di prodotti che hanno visto in precedenza su altri siti.

Le statistiche sugli annunci di retargeting indicano che il 58% degli acquirenti online nota gli annunci di prodotti per i quali avevano precedentemente mostrato interesse. In effetti, il retargeting si basa proprio sul ricordare agli utenti di essere interessati ad alcuni prodotti che il venditore sta offrendo. Tuttavia, questa attività può avere anche dei risvolti negativi, dato che molti consumatori si rendono conto con disappunto che le loro attività digitali vengono monitorate. (eMarketer)



Uno sguardo al concreto: ecco qualche nostro Caso Studio

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E-commerce - Settore Casa & Biancheria: l’ADV ha attivato l’engagement dei clienti sensibili all’argomento Antiacaro, proponendo loro gli articoli venduti sul sito web, con primo obiettivo l’aumento delle transazioni e-commerce.

+207%
di transazioni

+211%
di fatturato

+30%
di tasso di conversione e-commerce

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B2B - Forniture Industriali: l’attività ADV si è svolta con l’acquisizione di nuovi utenti ed un’azione di vendita diretta, dando soluzione immediata alle esigenze dei clienti.

+61%
di nuovi utenti

+70%
di transazioni

+28%
di fatturato

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E-commerce - Settore Climatizzazione: l’Attività Advertising si è focalizzata sulla promozione dell’intero catalogo verso utenti pronti all’acquisto e quindi verso la fine del Funnel di Vendita ottimizzando di conseguenza il ROAS e migliorando di anno in anno le prestazioni dell’E-commerce.

+68%
di transazioni

+69%
di fatturato

-20%
di costo per Clic Medio

4130%
ritorno sull’investimento pubblicitario


La forza della sinergia: partnership e certificazioni di MM ONE Group

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Ti abbiamo presentato i principi generali della SEA, ma c’è molto altro di cui parlare!

 

Il Digital Inbound Marketing è davvero un mondo immenso, ricco di sfumature e in continua evoluzione: la SEA è certamente un tassello fondamentale di questo complesso insieme di strategie, ma è solo uno degli elementi da porre in sinergia per ottenere i migliori risultati.

All’interno del nostro sito puoi trovare pratici e utili approfondimenti su tutti gli altri strumenti di questo fantastico percorso di evoluzione digitale, finalizzato ad accompagnare il Customer lungo i quattro step del Funnel dell’Inbound, dalla fase di Attrazione a quella di Conversione, da quella di Vendita a quella di Fidelizzazione.

Naviga da una sezione all’altra, entra nel vivo delle più innovative tecniche digitali e scopri i trend più attuali a livello internazionale: ricorda che per sciogliere ogni domanda o dubbio che eventualmente ti fossero sorti puoi sempre contattarci e rivolgerti senza impegno ad uno dei nostri Digital Strategist!

 

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