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Google e il declino delle OTA. Nuove vie per la disintermediazione

27 marzo 2019

Nella gara dei grandi player del mondo Travel ad accaparrarsi fette più grandi di un mercato sempre in crescita, la disintermediazione passa per la capacità di innovare.

 

 News 01 Aprile

 

Nel 2018, le prenotazioni di viaggi e alloggi tramite OTA e altri Marketplace simili è passata dal 3,2% al 9,1%. Sentendosi le forze dominanti del mercato, le grandi agenzie online hanno cominciato a competere su segmenti più ampi di mercato, alla ricerca di nuove economie di scala.

Expedia ha ampliato il suo business entrando nei settori dell’homesharing, delle case vacanza e dei metamotori di ricerca. Booking Holdings invece ha acquisito Kayak per i voli e OpenTable per i ristoranti, per accompagnare i viaggiatori in tutti i momenti della loro esperienza.

TripAdvisor si è trasformato in un vero e proprio social network, aperto a viaggiatori, con amici e familiari, brand, influencer ed editori che condividono liberamente nuovi contenuti originali, oltre alle intramontabili recensioni.

E mentre le OTA si espandono orizzontalmente, l’innovazione ristagna, aprendo possibilità nuove per competitor capaci di offrire qualcosa di più nel momento della prenotazione. Google, con servizi come Google Hotel Ads e Google Viaggi, già si sta espandendo in questo mercato in maniera inarrestabile. Questo rende la partita per la disintermediazione apertissima.

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Google e il declino delle OTA

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